LA SALDATURA NELL'OREFICERIA ANTICA Indagini archeometriche e archeologia sperimentale





Traduzioni, interpretazioni, ipotesi, supposizioni, quante volte davanti ad un reperto antico ci siamo trovati nella difficoltà di capirlo, cioè di conoscere la sua storia, la tecnologia che lo ha realizzato, le conoscenze scientifiche che hanno portato alla manipolazione del suo materiale compositivo, la sua provenienza, eppure c'è un solo linguaggio universale che è sempre esistito e sempre esisterà e che è traducibile in ogni lingua: la chimica.
L'individuazione dei processi chimici e chimico fisici che hanno portato alla realizzazione delle mirabolanti opere artistiche del passato, fornisce dati importanti sia per completare il quadro storico artistico di un'opera, ma anche per individuare aspetti nuovi che possono porre l'opera in contesti inediti.
Nuovi strumenti della ricerca scientifica sono applicati a reperti preziosi archeologici ed i dati interpretati attraverso le leggi della chimica fisica.
L'integrazione disciplinare è essenziale alla gestione del Patrimonio Culturale, non è pensabile una corretta gestione del Patrimonio Culturale, esigenza primaria di una moderna società, senza l'apporto di tutte le capacità e metodologie di ricerca disponibili.
Fra i numerosi contributi che possono provenire da studi geofisici, dalla determinazione della datazione, dallo studio dei sistemi bio-culturali, dalle informazioni che giungono dagli esperti nelle varie branche della anatomia e fisiologia umana, merita un posto di privilegio lo studio dei “prodotti di arte umana” artefatti : strutture, strumenti, armi, utensili, ornamenti.... Culture dei primi tempi dell'uomo sono state ampiamente definite grazie agli artefatti o all'insieme di oggetti che impiegavano.
Tramite studi specialistici, con l'ausilio delle tecniche più avanzate, troviamo oggi informazioni sull'identità e provenienza delle materie prime e delle tecniche usate per i vari prodotti. Tali dati contribuiscono talvolta a valutare l'entità di commercio, o lo scambio di artefatti fra gruppi culturali fornendo informazioni sulle loro capacità tecnologiche e di sviluppo.
Vorrei citare una frase :
”L'opera d'arte nasce dall'ideazione della forma e ricerca dei mezzi tecnici atti a realizzarla. In questo senso l'artista è, al tempo stesso, scienziato e tecnologo.”
In quest'ottica si inquadra la ricerca che rivolge l'attenzione ai problemi del passato con le conoscenze del presente, cercando di individuare quali fossero le nozioni e le applicazioni, che ovviamente su base empirica gli antichi avevano delle leggi della chimica-fisica ormai per noi individuate ed acquisite.
Il percorso riguarda le ricerche effettuate negli ultimi anni sui metalli preziosi archeologici includendo soprattutto gioielli, ma tuttavia la metodologia di studio può essere applicata ad altri materiali purchè se ne abbiano le conoscenze chimiche, fisiche e storiche, specifiche.
Prima di tutto deve essere posto in evidenza come la sperimentazione scientifica debba adeguarsi alle esigenze degli studi su reperti storici, con strumenti che, innanzi tutto ne preservino l'integrità e che siano in grado di rilevare anche i più deboli segnali provenienti da aree ben localizzate del campione.

L'indagine su scala micro/nanoscopica è essenziale per l'individuazione di marker diagnostici per la conoscenza di particolari processi applicati alla lavorazione di leghe metalliche. In questo caso è essenziale il ricorso all'archeologia sperimentale che permette oltre a realizzare campioni di riferimento che possono essere manipolati, trattati, sezionati senza alcuna preoccupazione di danneggiamento, anche di verificare la fattibilità di un qualche processo ipotizzato o probabile in base alle conoscenze scientifiche di oggi. L'interpretazione dei risultati, oltre a fornire dati importanti sull'uso di un particolare procedimento, è indicativa anche di processi cinetici e/o legati alla giacitura in terreni.
Il materiale prodotto da tali studi possono essere fruiti in vari campi, dal riconoscimento di autenticità del reperto, alla raccolta dati per confronti storico geografici di tecnologie.
Si può inserire a questo punto una chiave di lettura completamente diversa che indica un percorso formativo verso la realizzazione di manufatti con le tecniche antiche o studi propedeutici all'inserimento di figure professionali presso musei o enti per la conservazione ed il restauro.
I dati raccolti sui minimi dettagli di realizzazione di manufatti di oreficeria che sono da sempre oggetti di tesaurizzazione, di scambio di commerci forniscono elementi assolutamente oggettivi dal confronto delle tecniche specifiche adottate nella creazione dell'oggetto artistico che poco verosimilmente possono nascere in tempi diversi, aree geografiche lontane, differenti situazioni socio culturali .
Ma lo scopo più immediato è il trasferimento dell'entusiasmo per una ricerca che ci aiuta ancora di più ad apprezzare il nostro patrimonio culturale e che ci suggerisce che non basta vedere gli oggetti ma è molto più interessante… saperli vedere!