AN.TE.A

LABORATORIO DI ARCHEOMETRIA E ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE SULLE ANTICHE TECNICHE ARTIGIANALI


SEMINARI PROMOSSI DALL'ASSOCIAZIONE AN.TE.A.


ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2011































































































































Il gruppo di lavoro AN.TE.A, costituitosi il 23/09/1998, con sede a Murlo (SI) si propone:

a) Approfondimento delle conoscenze sugli strumenti di lavoro e sulle tecniche di lavorazione degli artisti ed artigiani antichi, attraverso:
- lo studio delle fonti scritte ed iconografiche;
- la ricerca archeometrica;
- l'archeologia sperimentale.
b) Organizzazione di progetti di ricerca su temi specifici, in collaborazione con istituti universitari, centri di ricerca e musei;
c) Divulgazione dei risultati per mezzo di pubblicazioni, videofilms, sistemi computerizzati;
d) Consulenza scientifica per ricercatori, studenti, artigiani;
e) Incentivazione e sostegno scientifico alla produzione di materiale didattico nel campo delle tecnologie antiche, per musei, parchi archeologici, mostre etc...
f) Valorizzazione delle produzioni artigianali di antica tradizione locale. Sostegno alla creazione ex-novo di attività legate alla presenza sul posto di reperti archeologici di produzione artigianale, attraverso la riscoperta e la messa in opera delle tecniche antiche.
g) Ogni attività connessa e coordinata con quelle elencate ai punti precedenti.
Coordinatore: Edilberto Formigli.
Sperimentazione: Alessandro Pacini.
Microscopia Elettronica: Daniela Ferro.
Pagine a cura di Manuela Petti.


Fig.1 - L'iscrizione sulla fibula prenestina

Daniela Ferro-Edilberto Formigli
La fibula prenestina: risultati delle recenti indagini archeometriche

Nel 1992 uscì in lingua italiana sul Roemische Mitteilungen la pubblicazione di E.Formigli con i risultati delle indagini archeometriche sulla fibula prenestina (fig.1).

Fig.2 - Parti componenti la fibula
Fig.3 - Inclusione di Osmio-iridio

Sulla base dei dati sulla tecnica di costruzione (fig.2) e per il ritrovamento di un platinoide incluso (fig.3), la fibula fu dichiarata autentica.
Il problema forse più importante, quello dell'autenticità dell'iscrizione rimase tuttavia irrisolto. Allora fu fatta un'affermazione che oggi dobbiamo fortunatamente contraddire e cioè che, vista la presenza di una sostanza rossastra nei solchi dell'iscrizione, che non ci era dato asportare, perché costituiva ormai anch'essa un documento storico, si dubitava che con metodi archeometrici avremmo potuto dire in futuro qualcosa di veramente definitivo.
E invece oggi, quasi venti anni dopo, siamo qui a confermare l'autenticità della fibula e soprattutto anche quella dell'iscrizione. Tutto questo grazie all'individuazione di alcune piccole zone dei solchi dell'iscrizione privi di coperture e all'impiego del microscopio elettronico a scansione dell'istituto di fisica dell'Università La Sapienza, provvisto di moderni programmi computerizzati (figg.4,5).

Fig.4 - Elisabetta Mangani, Edilberto Formigli, Daniela Ferro durante gli esami della fibula
Fig.5 - La fibula prenestina sul portacampioni del Microscopio elettronico

Le problematiche affrontate in questa nuova sessione di indagini, riguardano principalmente il problema dello strumento usato per eseguire l'iscrizione (fig.6), le modalità e soprattutto l'antichità della sua esecuzione (fig.7), ma hanno portato anche nuova luce sugli interventi ottocenteschi sulla fibula e sull'antica tecnica della sua costruzione. L'autenticità della fibula viene confermata, l'antichità dell'iscrizione è per la prima volta dimostrata, mentre sugli interventi moderni e la tecnica antica ci sono dei miglioramenti e delle correzioni da apportare rispetto ai risultati del 1992 (fig.8).
I risultati completi verranno pubblicati quanto prima a cura del Museo Pigorini di Roma.

Fig.6 - Prove sperimentali di scrittura con punta a stilo
Fig.7 - Dettaglio dell'iscrizione al microscopio elettronico

Fig.8 - Sommario delle conclusioni delle indagini


La Lupa Capitolina: una copia medioevale del duecento da un originale antico?


E` attualmente in corso per mezzo di esami autoptici e rilevamenti di conducibilità con il metodo delle Eddy Currents sulla Lupa dei Musei Capitolini, una ricerca impostata sull'ipotesi della sua realizzazione come copia attraverso calchi. Le nuove indagini svolte da Edilberto Formigli (assistente Valerio Graziani) sono rivolte a trovare conferme all'ipotesi di un calco medioevale realizzato con tecnica a cera persa di tipo indiretto già riscontrato nella realizzazione rinascimentale di una copia dell'Efebo di Magdalensberg (Kunsthistorische Museum di Vienna).